Un abbraccio di comprensione per tutte le mamme che ci provano ogni giorno.
01.01.2026
«Chi viene a fare colazione?»
Alma era già seduta a tavola, e la mia domanda era rivolta inconsciamente a Mira e Matteo… e invece, inaspettata, improvvisa come un petardo, è arrivata la sua risposta:
«IO, MAMMA»
«Miraaaaa… l’hai sentita anche tu???»
Mira arriva saltellando, con gli occhi luccicanti🥹«Sì! Troppo dolce la sua voce!»
«Matteooo, hai sentito Alma?»
Ho voglia di condividere questo momento di reciprocità, di scambio, di dialogo.
«IO, MAMMA»

Per un attimo mi sfiora il dubbio ingiusto che sia stata un’ecolalia, che casualmente abbia coinciso con la mia domanda.
Maledetta mente che lavora e dubita.
Respiro. Correggo subito il mio pensiero.
È una risposta. Più precisamente: è la SUA RISPOSTA alla mia domanda.
Probabilmente, se lo ripetessi altre dieci volte, non mi risponderebbe. Penso.
Ma perché tutto con lei deve diventare una prova?
Perché non posso godermi e basta il momento, nella sua genuinità?
Posso. Anzi, devo. Glielo devo, tra l’altro.
Devo vivere le cose per quello che sono. Nel momento in cui sono.
E allo stesso modo, vivere le difficoltà: per quello che sono, nel momento in cui sono.
Senza proiezioni catastrofiche.
Con lucidità.
Voglio imparare a correggere i miei pensieri prima dei suoi comportamenti.

Ci sono stati momenti, in quest’anno appena passato, in cui sono andata in difficoltà. E mi sono lasciata sopraffare da emozioni negative, fatte di rabbia, tristezza, impotenza e delusione.
Ad esempio, aspettando che Alma riuscisse a scendere dalla macchina anche 40 minuti prima di andare a scuola, e vedendo intanto decine di persone arrivare, scendere e poi andar via con enorme fluidità, mi tormentavo la mente con una domanda, che ripetevo tra me e me col nodo in gola:
«Ma perché è SEMPRE – TUTTO così difficile? Perchè?»
SEMPRE: dilatando di fatto nello spazio e nel tempo quella mia sensazione di impotenza, moltiplicando la rabbia e la frustrazione da qui all’eternità.
TUTTO: generalizzando ed espandendo le mie sensazioni negative su ogni cosa e lasciando che le difficoltà del momento, la paura di qualcosa di ingigantito, inghiottissero a poco a poco ogni colore, come il Nulla nel regno di Fantàsia.
Tornavo a casa svuotata. Sconfitta.
Ma da chi?
Dall’autismo?
Da Alma?
Dalla vita?
O dai miei pensieri?
Ho scelto di partire dai miei pensieri.
Ripercorriamo questa strada insieme: innanzi tutto partiamo dal presente e togliamo.
Non è SEMPRE – TUTTO difficile.
Questa mattina è stato difficile convincere Alma a scendere dalla macchina per andare a scuola.
Così va meglio, no?
In fondo, andare a scuola per lei è complicato. Si confronta con numerose sfide e difficoltà.
Come posso aiutarla?
Come posso spronarla e tranquillizzarla?
Cambio domande. Cambio punto di vista.
Va decisamente meglio.

Ma ora eccoli, sordidi arrivano i sensi di colpa.
Che stupida che sono.
Avrei potuto fare così o cosà.
Si comporta così solo con me.
È colpa mia.
Ci risiamo.
LA COLPA ANCESTRALE DELLE MADRI.
Prima o poi arriva.
O da dentro o da fuori.
Ma anche questo è un pensiero.
Posso rimodularlo.
E fare pace con me anche stavolta.
Riconoscere che, tra lo stress quotidiano e le mille sfide della vita, provo comunque a fare del mio meglio, a volte, con buoni risultati altre volte meno.
Provo a guardarmi dall’esterno.
E se io non fossi io, ma fossi una mia amica, avrei di certo parole più gentili per me.
Mi vedo.
Umana.
Fragile.
Stanca, a volte.
Ma sempre comunque presente. Per tutti.
Ho bisogno di promettermi di vedermi più spesso.
Sarà uno dei buoni propositi di quest’anno.
E voglio condividere questo pensiero con tutte le mamme che, come me, hanno affrontato o dovranno affrontare momenti di difficoltà nella gestione quotidiana dei figli.
Io vi vedo.
Vedo i vostri sacrifici, vedo le vostre facce stanche, le vostre corse contro il tempo, il farvi in mille pezzi pensando che non sia mai abbastanza.

Vi vedo, e siete bellissime.
Vi ammiro per ciò che fate, per la forza silenziosa con cui attraversate ogni giorno. E vi auguro, per questo nuovo anno, di riuscire a guardarvi con più amore e più gentilezza, di concedervi la stessa comprensione che donate ai vostri figli, di fare pace con i giorni storti e di riconoscervi in quelli buoni.
Buon anno a noi che, comunque vada, continuiamo a provarci ogni giorno!!!
P.s. Condividete questo messaggio con tutte le mamme che hanno bisogno di essere viste

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